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il rispetto della vita è detto umanità, ma l'umanità è quella che ne ha meno

martedì, 22 novembre 2005,ore 17:46

L’amore per gli animali non è fatto solo di parole.
Dal 4 novembre al 15 dicembre con l’invio di un sms
si può sostenere concretamente l'attività della Lega Nazionale per
la Difesa del Cane a favore dei quattro zampe abbandonati

Dal 1950, anno della sua fondazione, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane si batte senza sosta su tutto il territorio nazionale per aiutare gli animali in difficoltà, abbandonati, maltrattati, non rispettati. La sua forza sono i soci, i volontari e chiunque, spinto dalla generosità e dall’amore per i quattro zampe, decide di sostenerla nella sua missione.

Dal 4 novembre al 15 dicembre c’è un’occasione in più per dare il proprio appoggio a quest’associazione. Semplicemente inviando un sms al 46200 (numero da comporre per gli abbonati Wind) o al 48590 (numero da comporre per gli abbonati 3) è possibile donare un euro alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Ogni euro raccolto sarà destinato a favore dei 16 mila trovatelli ospiti dei rifugi dell’associazione.

Con quest’operazione, sostenuta da Nintendo, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane si propone di moltiplicare i risultati del suo impegno. L’associazione attualmente comprende circa 120 sezioni locali e 20 delegazioni: una struttura in continua crescita che, ogni anno, le consente di salvare e accudire nei rifugi circa 20 mila cani e 9 mila gatti e di trovare per almeno 10 mila di questi una sistemazione adeguata e sicura in famiglia. Il suo obiettivo è fare di più. Ogni donazione servirà a dare nuovo impulso alla sua attività.

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venerdì, 18 novembre 2005,ore 13:48

CIRCO MIRANDA ORFEI AD ALGHERO 17-21 NOVEMBRE

Torna un circo con animali ad Alghero.

Protestiamo presso il Sindaco avv. Tedde, il rag. Costantino (turismo,
eventi, spettacolo e tempo libero), il dott. Mariano (Uff. Ambiente - Igiene
e Sanita') e il dott. Obinu (Uff. Relazioni col Pubblico).

infoturismo@comune.alghero.ss.it, ufficiosindacoaho@comune.alghero.ss.it,
urpcom@tiscali.iturpcom@tiscali.it, ecosus@tiscali.it

o col separatore ";"

infoturismo@comune.alghero.ss.it; ufficiosindacoaho@comune.alghero.ss.it;
urpcom@tiscali.iturpcom@tiscali.it; ecosus@tiscali.it

e magari in copia carbone nascosta a me: redguy@email.it

Chi volesse faxare puo' usare il numero del Comune 079-997 895.

MESSAGGIO TIPO:

Spettabili Rappresentanti del Comune di Alghero,

mi unisco alle proteste contro la presenza del circo con gli animali ad
Alghero (17-21 Novembre).
Un Comune innanzitutto promuove cultura ed educazione, quindi anche
l'educazione al rispetto degli animali e dell'ambiente.
Mi unisco inoltre alla richiesta di porre in atto scrupolosamente tutti i
controlli richiesti per legge sul benessere degli animali usati.
Sarebbe bene porre all'ordine del giorno la discussione del Regolamento a
Tutela degli animali: dopotutto molti Comuni italiani hanno già' saggiamente
deciso di proibire o limitare estremamente gli spettacoli con animali nel
loro territorio, fate in modo che anche il Vostro rientri nel novero dei
comuni sensibili!

Distinti saluti,
Nominativo

citta'

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giovedì, 17 novembre 2005,ore 12:30

LIBERO

 

16 NOVEMBRE 2005

 

 

L’inchiesta/2: Boom di sostanze illecite: usate nei concorsi internazionali ma anche nelle gare minori

 

Doping e creme vietate. L’ippica vuole smettere

 

SEMPRE PIÙ CAVALLI CORRONO CON LO " SPALMA E VINCI": UNA SOSTANZA SUGLI ZOCCOLI AMPLIFICA IL DOLORE QUANDO SBATTONO PER SBAGLIO SULL'OSTACOLO

 

 

di ANTONIO TERRANEO

 

 

La sensazione è che tutti sapevano ma aspettavano qualcuno disposto a fare il primo passo, e che, una volta accesa la scintilla, sia scoppiato un generale desiderio di luce. Non c'è persona dell'ambiente che non dimostri consenso alla nostra inchiesta, e che chieda di fare in modo che doping e maltrattamenti a cui sono sottoposti i cavalli siano definitivamente estirpati dalle piste italiane o dai campi gara dei concorsi. La grande maggioranza sono testimonianze sincere di gente stufa di vivere direttamente o indirettamente il problema. In mezzo a queste alberga qualcuno che mente, una sorta di talpa per stare in tema televisivo, che ha fatto uso e abuso di questi metodi. I personaggi che per primi hanno deciso di mettere la voce e la faccia, aderendo con entusiasmo a infrangere il muro di omertà sono Gian Paolo Rolli e Andrea Conti, entrambi fuoriusciti dall'Associazione dei Proprietari Apice, insieme con altri quattro consiglieri, poiché, nonostante la stima per il Presidente, il mitico cavaliere Orlandi, sono in disaccordo con la politica, troppo accomodante di Apice nei confronti della Fise che a loro dire non fa nulla per combattere il fenomeno e perché vorrebbero un dialogo diretto con l'Unire per combattere questi metodi. Rolli, stimato imprenditore nel settore alimentare e proprietario dell'allevamento San Michele è stato il proprietario del più grande cavallo di equitazione degli anni 80, Joyau d'Or, il Varenne dei concorsi, che entrò negli annali della storia per avere aperto la strada del seme congelato e nelle cronache tristi per la prematura fine a causa di una colica mai superata che lo costrinse a un anno intero di immobilità prima di stroncare la sua forte fibra. Andrea Conti, noto imprenditore nel campo dei trasporti, è ricono - sciuto da tutto il comparto dei salti come proprietario di cavalli di grande qualità. « Il fenomeno delle creme revulsive per irritare gli arti dei cavalli , detto in gergo " spalma e vinci" serve a costringere gli animali a non toccare gli ostacoli per non patire un dolore amplificato » , spiega Rolli. « Esiste da parecchi anni e si è diffuso in modo esponenziale, tanto da essere oggi adottato non solo nei grandi concorsi internazionali ma anche nelle manifestazioni minori dove sono protagonisti cavalli giovani e atleti juniores. Chiunque può verificare che in ogni Concorso Ippico i ben noti cavalieri non corretti sono autori di prestazioni mediocri al venerdì e poi si trasformano miracolosamente in " campioni della domenica" in occasione del Gran Premio, che, ovviamente, è la gara più ricca in denaro. Il problema esiste da tanto tempo, visto che nell'aprile 1997 un sellaio italiano è stato addirittura arrestato in Svezia per aver commercializzato prodotti vietati » . CATTIVI MAESTRI « Ormai » , dice invece Conti, « fa parte del sistema ed è dilagante, ne fanno uso anche i dilettanti, compresi i giovani e gli juniores; ne abbiamo avuto un esempio inqualificabile alla coppa delle regioni a VeronaFiere della scorsa settimana. Una squadra aveva visibilmente fatto uso dello spalma e vinci e mi si dice che, di fronte alle lamentele, la risposta è stata che non se la sentivano di far scoppiare il problema. Intanto ai ragazzi di 15, 16, 17 anni abbiamo insegnato che i metodi illeciti no quelli più giusti » . « Ciò che è grottesco » , continua, « è che tutti ne parlano e nessuno fa niente, perché la Federazione ha investito solo sui cavalieri che praticano questo sistema e che poi ovviamente risultano vincenti. Nel 1998 in occasione di un'importante manifestazione internazionale, il cavaliere di riserva della Squadra Italiana è stato richiamato con urgenza per sostituire un altro cavaliere azzurro il cui cavallo in apparenza sembrava mostrare i sintomi di una forte colica. Nonostante la massiccia dose di antidolorifico, i dolori non passavano e solo dopo un'abbondante " doccia fredda con saponata agli arti" il cavallo si è completamente ristabilito. Ovviamente oggi la tecnica dello spalma e vinci è molto più evoluta nell'uso dei prodotti " revulsivi" ed è abbinata a tranquillanti e molti cavalieri e tecnici sono diventati dei veri esperti. Se ci fosse la volontà politica di fare i socontrolli , sarebbe sufficiente il controllo preventivo degli arti nei box per ridurre e contrastare lo spalma e vinci. Al contrario sia i veterinari che i dirigenti fanno finta di non vedere e non sapere nulla » . L'INDAGINE Il 23 febbraio anche Claudio Gallone Presidente Inste, ha rivelato, per lettera, i risultati di un'indagine- studio, ai Presidenti, Matarrese, Croce e Spinelli, rispettivamente di Unire Fise e Fitetrec- Ante, « di una radicata consuetudine nell'uso da parte di cavalieri di sostanze altamente sensibilizzanti che, spalmate sugli arti anteriori dei cavalli, modificherebbero la prestazione sportiva su effetto della combinata sensoriale dolore- prestazione » . Effetti, reazioni, cambiamenti: zero. Nell'allegato della lettera si specifica che « l'uso di tali mezzi coercitivi a danno dei cavalli è di fatto praticato da una larga maggioranza di cavalieri » . Per Rolli « la Fise ha la responsabilità di non avere contrastato il fenomeno, e di non far effettuare i controlli. Per superare questo immobilismo della Fise, riteniamo che proprietari e allevatori debbano avere la possibilità di dialogare direttamente con Unire perché Fise ha sempre umiliato la figura del proprietario, e soprattutto perché chiediamo che Unire, l'unico polo istituzionale del mondo del cavallo, intervenga per imporre alla Fise di effettuare quei controlli specifici sul pelo e sulla pelle, legando l'erogazione dei contributi ai controlli efficaci e puntuali » . L'OK DELL'UNIRE Franco Panzironi, Segretario Generale dell'Unire, interpellato sull'argomento non si tira indietro e anzi dà la propria disponibilità sia a combattere certe pratiche sia ad aprire tavoli insieme agli addetti del settore: « Venendo all'Unire il problema più scottante era riferito al cavallo da sella e abbiamo cercato di trovare dei sistemi per pianificare lo sviluppo razionale del comparto. Nei concorsi di nostra competenza stiamo cercando di introdurre rigidi sistemi di controllo per evitare queste pratiche e vogliamo fare tutto il possibile per la salvaguardia della salute del cavallo »

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mercoledì, 16 novembre 2005,ore 18:24

Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all'uomo il dominio sulle altre creature. E' invece più probabile che l'uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato sulla mucca o sul cavallo.

-- M. Kundera
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mercoledì, 16 novembre 2005,ore 18:18

Il Parlamento europeo voterà tra qualche giorno sul progetto Reach

SpiritualSearch
15-11-2005

Spiritual Search News
UE: ASSOCIAZIONI ZOOFILE CHIEDONO TEST TOSSICOGENOMICI AL POSTO DI QUELLI SU ANIMALI
“Il Parlamento europeo voterà tra qualche giorno sul progetto Reach, il cui fine è di identificare e di rimuovere dal nostro ambiente le sostanze chimiche pericolose – si legge in un comunicato dell’associazione Comitato scientifico Equivita. Il comitato scientifico Equivita, insieme al comitato scientifico Antidote-Europe e all’associazione francese One voice ha tenuto, venerdì 11 novembre 2005 alle ore 10:30 al Parlamento Europeo a Bruxelles, una conferenza stampa hanno partecipato: Monica Frassoni, copresidente del gruppo verde al Parlamento Europeo. Claude Reiss, tossicologo molecolare, direttore di ricerca emerito del Cnrs di Parigi, presidente di Antidote-Europe Hélène Sarraseca, neurofisiologa, direttrice di Antidote-Europe Fabrizia Pratesi, coordinatrice del comitato scientifico Equivita. Il metodo di sperimentazione animale viene messo sempre più in discussione negli stessi ambienti della scienza ufficiale (British medical journal, 28/2/04). E’ ormai accertato che nessuna specie può essere modello biologico affidabile per un’altra specie, sia per quanto riguarda la valutazione delle sostanze tossiche che per quanto riguarda la ricerca farmacologia (gli scandali come quelli di Lipobay e Vioxx, sostanze immesse sul mercato con la sperimentazione animale, ne sono la prova, come pure il fatto che le malattie procurate da cure mediche sono la 4° causa di morte nei paesi industrializzati) e’ importante capire che gli animali da laboratorio non servono a fornire risposte reali sulla tossicità, ma, al contrario, risposte di comodo, adattabili e manovrabili (cambiando la specie animale utilizzata) per rispondere a qualsiasi esigenza del mercato. Gli esperimenti su animali forniscono inoltre alle ditte produttrici l’incertezza della prova (“certo, l’animale non è predittivo per l’uomo” sono pronte a dichiarare dopo avvenuto il danno…) che consente loro di non assumere la responsabilità civile. La tossicogenomica, che illustra il prof. Reiss e che si vale delle nuove conquiste della genetica per analizzare le reazioni alle sostanze chimiche del genoma della cellula umana, garantisce invece risultati altamente predittivi per l’uomo. Essa offre inoltre risposte molto rapide, di costo assai ridotto e in grado di valutare gli effetti di più sostanze combinate. E’ importante che l’enorme impegno di reach non venga vanificato e di conseguenza che in esso vengano al più presto sotituiti i test su animali con vere prove di tossicità”.
Fonte: CFA Monferrato

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categoria : vivisezione, ricerca, parlamento, reach



mercoledì, 16 novembre 2005,ore 00:55

Sabato 19 Novembre 2005 jAiss

Djs: Paolo k1gh1n3

Freddy K

Giacomo Loff

 Special Guest: Michael Burkat

Voice: Plastick

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martedì, 15 novembre 2005,ore 12:07

CORTEO NAZIONALE  A.I.P.- CONTRO L?INDUSTRIA DELLA PELLICCIA
                          GENOVA  10  dicembre  2005   h. 15.00  P.za  Alimonda

Lanciamo il secondo corteo nazionale contro la sanguinaria industria della pelliccia, che massacra e tortura barbaramente animali di tutte le specie, compiendo una strage dalle proporzioni enormi.

Il concentramento iniziale per la seconda iniziativa nazionale della campagna ?Attacca l?Industria della Pelliccia? è il luogo in cui fu ucciso Carlo Giuliani nel 2001.
Una scelta simile non è casuale per il movimento animalista radicale, che fa della determinazione e del supporto all?azione diretta parte del suo percorso di lotta.
L?accostamento della nostra iniziativa alle giornate contro i potenti del pianeta è appropriato, perché siamo consapevoli che lo sfruttamento animale è un aspetto drammatico di un sistema politico, economico e sociale che reifica la vita per sadici scopi di profitto e potere.
In  un?ottica che consideri le torture inflitte agli animali al pari di quelle sofferte dagli umani e dall?ambiente, in termini quantitativi e di gravità l?industria della pelliccia occupa sicuramente un posto di primissimo piano: allevatori e rivenditori mietono oltre un miliardo di vittime ogni anno dopo averli imprigionati e catturati con le trappole nei pochi habitat naturali rimasti. Essi costituiscono una rete globale di orrore e supplizi che il mondo non ha affatto superato: le camere a gas, le scosse elettriche, le violente bastonate inferte fino allo sfinimento sono all?ordine del giorno per degli esseri viventi che hanno la sfortuna di non appartenere alla specie padrona.

L?attività di contrasto messa in atto dall?Aip intende fare pressione sui responsabili, coinvolgendoli in un vortice di proteste che nell?alto numero raggiunto non hanno uguali precedenti nel movimento.
Una ventina di gruppi locali, dal nord al sud Italia, portano avanti l?obiettivo primario di protesta contro La Rinascente e Upim, affinché abbandonino questo macabro affare miliardario. Quando otterremo questo risultato l?intero settore ne subirà le conseguenze, vedendosi venire meno il principale rivenditore di inserti e guarnizioni. La commercializzazione di questi articoli ha permesso all?industria della pelliccia, prima in affannosa crisi, di risalire la china; sono quindi questi prodotti che dobbiamo colpire ed eliminare, affinché essa si riavvicini al precipizio che porta dritto alla fine.

Le liberazioni dai lager del Fronte Liberazione Animale continuano inesorabilmente: quattro nello scorso inverno, una quindicina negli ultimi anni, al cospetto di una ventina di allevamenti rimasti in piedi.
I sabotaggi si moltiplicano, anche grazie al risveglio d?attenzione al problema suscitato dagli attivisti con presidi, entrate nei grandi magazzini e diffusione massiccia di materiale informativo. Grazie all?attività di campagne e alle azioni dirette, grandi e piccoli marchi di moda hanno cessato di vendere pellicce, ed è stato dato un duro colpo a questo mercato assassino. Di questo passo, e con il giusto impegno, possiamo assistere nell?arco della nostra vita alla scomparsa delle pratiche di scuoiamento.
 
Una strada nuova, ricca di progettualità e dedizione, è stata tracciata in un anno e sette mesi di campagna. E? importante ritrovarsi ancora una volta tutti insieme per manifestare una forte comunicazione d?intenti .

Le mire del movimento di liberazione animale sono molto alte, poiché intendono sovvertire le basi di una civiltà distruttrice, alla ricerca di un nuovo equilibrio tra gli abitanti della terra. Non si tratta solamente di voler porre fine a questo o a quel tipo di mercato, bensì di cambiare i riferimenti dei nostri stessi desideri. Quando un animale può finalmente toccare il prato grazie a chi si è battuto, non solo il suo boia non ricaverà guadagno, ma il bosco si ripopola. Nuova energia risveglia la natura che è dedita al rinselvatichimento;  prospettive di libertà si aprono all?orizzonte di un?umanità alla quale non è ancora stata definitivamente sottratta la sua dimensione reale.


Per arrivare in Piazza Alimonda:
IN TRENO: Scendere a Genova Brignole. La piazza è a poca distanza.

IN AUTO: Seguire per direzione ?centro? e verso la stazione dei treni Genova Brignole.

Per arrivare al corteo sono in preparazione pullman da varie città d?Italia. Contattate direttamente i gruppi locali per informazioni.

MILANO:  laboratorioantispecista@yahoo.it
BOLOGNA: bolognavegancrew@yahoo.it

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categoria : proteste, morte, pellicce, corteo



lunedì, 14 novembre 2005,ore 00:39

GIORNALE DI BRESCIA
12 NOVEMBRE 2005
 
UNA FAVOLA POETICA E STRUGGENTE DI AMOS OZ

Ci osservano dalle fronde degli alberi o dall’acqua delle fontane, ci temono dagli steli d’erba che calpestiamo incuranti, s’intrufolano nelle nostre case senza essere invitati, e volando o strisciando si nascondono negli anfratti più bui, dai quali assistono silenziosi alle nostre faccende quotidiane. È una presenza discreta, quella di tanti animali nella nostra vita, eppure un mondo senza di essi è inimmaginabile. Non solo perché ci offrono compagnia, bellezza, vantaggi materiali, ma anche perché ci ricordano quel che la maggior parte di noi sembra aver dimenticato: che tutti gli uomini condividono lo stesso spazio naturale, hanno le stesse debolezze, le stesse paure, gli stessi istinti, le stesse vulnerabilità che li obbligano a sostenersi l’uno con l’altro. È questa una delle tesi di fondo del nuovo romanzo di Amos Oz, «D’un tratto nel folto del bosco», una favola poetica e struggente con cui lo scrittore israeliano mira a conquistare i lettori più giovani, ma anche a far riflettere i loro genitori sul mondo che hanno costruito e che lasceranno in eredità ai loro figli. Un mondo dominato dalla diffidenza e dall’intolleranza nei confronti di chi è diverso, dove nessuno può permettersi di uscire dal gregge se non vuole ritrovarsi solo, rifiutato da tutti. Un mondo simile al paese senza nome nel quale è ambientato questo romanzo e che per la sua incapacità di accettare qualsiasi voce fuori dal coro è stato punito con il più bizzarro dei castighi: l’improvvisa sparizione di ogni forma di vita animale. Non un cane nei cortili, non un gatto sopra i tetti, non un grillo nei prati è rimasto in questo triste villaggio dove i più piccoli non hanno mai visto un animale, ma ne hanno solo sentito parlare dai maestri di scuola o da qualche genitore meno timoroso di quella verità da cui la maggior parte degli adulti tenta invece disperatamente di fuggire, fingendo che nulla di strano sia successo, che non ci si debba preoccupare se un demone dei boschi, in una notte di tanto tempo fa, si è portato via tutte le creature viventi che non fossero umane. Non tutti i bambini, però, sono sempre disposti a credere ciò che i grandi vogliono far loro pensare. Di certo non lo sono Maya e Mati, che non esitano a inoltrarsi nel fitto del bosco che circonda il villaggio per scoprire dove siano finiti gli animali. Scopriranno una verità triste ma poetica, che parla di bambini che si ammalano di uno strano morbo chiamato «nitrillo» per il dolore di essere rifiutati dai propri simili e di animali che insegnano agli uomini un linguaggio col quale non si può escludere né mettere alla berlina nessuno. Perché gli animali, avverte Oz, possono anche avere parole che «quasi assomigliano a una preghiera: parole speciali di riconoscenza per il sole, e altre per ringraziare il vento che soffia, e di gratitudine alla pioggia, alla terra, alla vegetazione, alla luce, al calore, al cibo, agli odori e all’acqua. E ci sono anche parole per la nostalgia. Ma nelle lingue degli animali non ci sono parole per umiliare e offendere. Questo proprio no».
Francesca Volpi
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domenica, 13 novembre 2005,ore 05:26

Benessere animale, la Commissione Europea vuole il tuo parere - 11 nov 05 
Sondaggio online da Bruxelles.
  
La Commissione Europea ha avviato la procedura di consultazione pubblica sul benessere degli animali negli allevamenti dell'Unione Europea. Tutti i cittadini dei Paesi Ue possono partecipare compilando entro l’11 dicembre un modulo disponibile sul sito internet. Si cerca in questo modo di indagare la capacità di informazione dei cittadini europei e capire quali sono gli orientamenti sul tema del “welfare animale”.
Il sondaggio non porterà certo alla Commissione nuove informazioni sullo stato degli allevamenti, ma potrebbe comunque costituire un mezzo per far arrivare ai vertici dell'Ue il messaggio che sono numerose le persone interessate ai diritti degli animali e che qualcosa deve cambiare nelle modalità di allevamento. Le domande del sondaggio possono apparire a tratti superflue o ingenue: chiedere “per quale dei seguenti animali di fattoria sarebbe necessario migliorare il livello di tutela e le condizioni di vita” può sembrare quasi una domanda retorica; si può immaginare che siano in pochi a rispondere che preferiscono tenere male gli animali piuttosto che allevarli con cura.
Ma in alcuni punti emergono problematiche da approfondire, come sulle domande incentrate sulle fonti di informazione e la fiducia che il cittadino può riporre nelle notizie ricevute in modo filtrato, sul tema animalista. O soprattutto quando si pongono domande sul fatto che gli animali debbano o meno avere accesso alla luce del sole, avere spazio per muoversi, essere costretti a catena o meno, essere trasportati in modo decente, avere contatti con altri animali, essere soggetti a mutilazioni. L'interesse relativo al benessere animale tocca anche direttamente l'uomo, cui viene chiesto se pensa che le carni macellate sarebbero migliori se gli animali fossero allevati con più cura; certo è che se si potesse fare a meno di antibiotici, ormoni e allevamenti intensivi, gli animali vivrebbero meglio il tempo che hanno da vivere. L'Enpa invita tutti gli amici degli animali a compilare online il modulo per la Commissione Europea, così da far sentire forte anche a livello sovranazionale la voce di chi non può portare le proprie ragioni a Bruxelles. Nel mese di dicembre saranno pubblicati i risultati della consultazione pubblica. L'indirizzo internet per compilare il modulo è:


http://europa.eu.int/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=animalwelfareactplan&userstate=mainForm&lang=it

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