Il Parlamento europeo voterà tra qualche giorno sul progetto Reach
SpiritualSearch
15-11-2005
Spiritual Search News
UE: ASSOCIAZIONI ZOOFILE CHIEDONO TEST TOSSICOGENOMICI AL POSTO DI QUELLI SU ANIMALI
“Il Parlamento europeo voterà tra qualche giorno sul progetto Reach, il cui fine è di identificare e di rimuovere dal nostro ambiente le sostanze chimiche pericolose – si legge in un comunicato dell’associazione Comitato scientifico Equivita. Il comitato scientifico Equivita, insieme al comitato scientifico Antidote-Europe e all’associazione francese One voice ha tenuto, venerdì 11 novembre 2005 alle ore 10:30 al Parlamento Europeo a Bruxelles, una conferenza stampa hanno partecipato: Monica Frassoni, copresidente del gruppo verde al Parlamento Europeo. Claude Reiss, tossicologo molecolare, direttore di ricerca emerito del Cnrs di Parigi, presidente di Antidote-Europe Hélène Sarraseca, neurofisiologa, direttrice di Antidote-Europe Fabrizia Pratesi, coordinatrice del comitato scientifico Equivita. Il metodo di sperimentazione animale viene messo sempre più in discussione negli stessi ambienti della scienza ufficiale (British medical journal, 28/2/04). E’ ormai accertato che nessuna specie può essere modello biologico affidabile per un’altra specie, sia per quanto riguarda la valutazione delle sostanze tossiche che per quanto riguarda la ricerca farmacologia (gli scandali come quelli di Lipobay e Vioxx, sostanze immesse sul mercato con la sperimentazione animale, ne sono la prova, come pure il fatto che le malattie procurate da cure mediche sono la 4° causa di morte nei paesi industrializzati) e’ importante capire che gli animali da laboratorio non servono a fornire risposte reali sulla tossicità, ma, al contrario, risposte di comodo, adattabili e manovrabili (cambiando la specie animale utilizzata) per rispondere a qualsiasi esigenza del mercato. Gli esperimenti su animali forniscono inoltre alle ditte produttrici l’incertezza della prova (“certo, l’animale non è predittivo per l’uomo” sono pronte a dichiarare dopo avvenuto il danno…) che consente loro di non assumere la responsabilità civile. La tossicogenomica, che illustra il prof. Reiss e che si vale delle nuove conquiste della genetica per analizzare le reazioni alle sostanze chimiche del genoma della cellula umana, garantisce invece risultati altamente predittivi per l’uomo. Essa offre inoltre risposte molto rapide, di costo assai ridotto e in grado di valutare gli effetti di più sostanze combinate. E’ importante che l’enorme impegno di reach non venga vanificato e di conseguenza che in esso vengano al più presto sotituiti i test su animali con vere prove di tossicità”.
Fonte: CFA Monferrato
Qualche esempio di ciò che aspetta gli animali una volta consegnati da Harlan Wnkelmann
(Fonte:banca dati www.datenbank-tierversuche.de)
Per ottenere un danno alla cartilagine, al cane viene aperto il ginocchio posteriore sinistro e danneggiata la fascia di muscoli che viene poi tolta. Ciò viene effettuato prima in una pre-ricerca con 9 cani, per poter valutare l'effetto dell'operazione sul danno alla cartilagine. Dopodiché vengono operati allo stesso modo i restanti 18 cani e suddivisi in due gruppi; ad uno vengono fatte diverse iniezioni della sostanza da testare, nel ginocchio sinistro, mentre all'altro gruppo (gruppo di controllo) viene iniettato solo soluzione salina. Per ottenere campioni di cartilagine 12,15 o 21 settimane dopo l'operazione gli animali vengono uccisi con sovradosaggio di anestetico. Dopodiché, per avere un confronto, vengono prelevati ed analizzati sia il menisco dell'arto posteriore operato sia quello non operato.
I cani vengono anestetizzati e fatti respirare artificialmente. Vengono intagliati la cassa toracica ed il cuore ed inseriti cateteri artificiali alle vene per far affluire sostanze da testare e apparati di misurazione. Un'arteria del cuore viene bloccata per un'ora stringendola con una stringa e rilasciata dopo sei ore per far affluire di nuovo il sangue. I cani vengono ammazzati con del veleno, il cuore viene asportato ed analizzato.
Ai cani viene iniettato in vena un nuovo antidolorifico in 3 dosaggi diversi. Prima e dopo la somministrazione del medicamento agli animali viene prelevato del sangue dall'arteria della coscia per controllare l'ossigeno e l'ossido di carbonio e vene misurata la pressione. Attraverso degli elettrodi ad ago inseriti sottopelle sulla testa, vengono deviati i flussi nervosi del cervello. A questo punto agli animali viene forzato il dolore con intensità crescente, attraverso flusso di corrente, che viene indotto da elettrodi fissati sul torace rasato e sotto la zampa anteriore, finché gli animali si muovono o cominciano a lamentarsi. Durante questo trattamento vengono osservati anche i flussi del cervello. Dopo 14 giorni la ricerca viene ripetuta totalmente con un medicinale già conosciuto e vengono confrontati i risultati.
I ratti vengono addormentati con un narcotico. A 46 animali viene aperta la pelle dietro l'orecchio e rotto il nervo destro del viso con l'applicazione di un clip per far evitare che si rimargini e si riattacchi. Ad una parte degli animali viene solo aperta la pelle, senza spezzare il nervo. Altri 12 animali servono come controllo e non vengono operati. Nei 5 giorni successivi , in tempi diversi, i ratti vengono ammazzati , narcotizzandoli con un gas e poi facendo passare attraverso le vene un conservante. Infine vengono aperti i cervelli ed analizzati.
Descrizione ricerca.
A dei topi viene iniettata nella pancia una sostanza che provoca l'immobilizzazione.
Onde raggiungere la giusta concentrazione per un immobilità d'effetto, gli animali ricevono la sostanza a gruppi in dosi crescenti. Viene controllata continuamente l'incapacità di movimento e la mortalità. In una seconda sperimentazione anche a questi topi viene fatta un'iniezione della sostanza nella pancia. Qui vengono controllati i tempi relativi alla riapparizione di riflessi ed alla mancanza degli stessi. Nell'ultima sperimentazione ad 8 topi viene iniettata nella pancia la sostanza in dosi costanti, per 10 giorni, Dopodiché i topi vengono ammazzati rompendo loro la nuca.